Nasce dalla esperienza dei Forum Risk Management “Laboratorio Sanità 20-30”: un laboratorio di riflessione e condivisione di proposte per la rigenerazione e la riforma del Sistema Sanitario Nazionale.

Imparare dalla sfida del Covid- 19 per ripensare principi e politiche capaci di rispondere ai bisogni di salute delle persone e delle comunità e concorrere ad un nuovo tipo di sviluppo economico e sociale.

Punti di riferimento di questa riflessione è La “persona al centro” con i suoi diritti su cui misurare efficienza ed efficacia dei servizi ma anche la “persona” con i suoi doveri, informata e coinvolta adeguatamente per essere responsabile del proprio percorso di cura e della valutazione di appropriatezza e di risultati di esito.

Rivisitare valori e principi a partire da:

  1. Articolo 32 della costituzione “la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività”. Insistere sul “diritto della collettività” per promuovere la salute come bene comune, la salute della persona come salute ed interesse della comunità.
  2. Universalismo, equità, solidarietà: principi ispirati della riforma del 1978 che, anche a causa dei tagli degli ultimi 10-15 anni, non hanno contrastato l’aumento delle diseguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari.

Occorre investire le risorse oggi disponibili, non per moltiplicare ciò che oggi già c’è, ma per agire un vero cambiamento verso reti di servizi di prossimità e di continuità dei percorsi di cura e di assistenza nel territorio (dalla casa primo luogo di cura, al territorio, all’ospedale).

Welfare di comunità, dunque, dove il difficile equilibrio fra universalismo e sostenibilità si può realizzare con una governance pubblica capace di attivare accanto alle istituzioni preposte (Governo, Regioni, Comuni) anche le imprese ed i corpi intermedi della società (in particolare i soggetti del terzo settore) facendo concretamente vivere quel concetto di “sussidiarietà” così come definito dall’art. 138 della Costituzione.

  1. Nuovo umanesimo in sanità una vera riforma deve vedere protagonisti i professionisti della Sanità, il sapere e le pratiche diffuse di chi lavora nei reparti e nel territorio. Lo stesso uso delle innovazioni tecniche e scientifiche di cui oggi possiamo disporre devono avere i professionisti come attori delle funzioni valutative e decisionali per migliorare i percorsi clinici ed assistenziali.
  2. La tutela della salute deve porre al centro la persona come dominus del proprio corpo e della persona i suoi diritti e la sua responsabilità anche come base di una nuova alleanza tra pazienti ed operatori sanitari.

 Nei giorni 21 e 22 Giugno Arezzo Fiere e congressi primo incontro Sanità 20-30. Tema del confronto “a partire dal territorio-presa in carico del paziente e continuità assistenziale”.

Obbiettivi:

  1. Modelli di presa in carico del paziente anche alla luce delle esperienze in atto per una gestione della pandemia (sistemi di tracciamento-USCA, ecc.)

Ripensare il sistema a partire dalle esperienze capaci di cercare, individuare, i pazienti che ne hanno bisogno (e non i pazienti che cercano i servizi) per condividere percorsi di cura e continuità assistenziale.

Dalla casa primo luogo di cura, al territorio, all’ospedale (e non il contrario), un percorso da riprogettare e costruire anche per l’ottimizzazione nella gestione delle malattie croniche. Tutto questo in coerenza con le indicazioni del Ministero della Sanità, della Conferenza Stato- Regioni e delle P.A, delle stesse dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Draghi:

punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base per rendere realmente esigibili i LEA e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute.”

 

  1. La sanità digitale può e deve essere uno straordinario sostegno al servizio di questa rivoluzione copernicana che parte dalle persone, dalle famiglie, dal territorio.

L’uso intelligente ed integrato di reti (che oggi spesso non dialogano tra loro) è la prima condizione per mettere a sistema le migliori esperienze (oggi molto frammentate) di telemedicina, teleconsulto, teleassistenza, gestione da remoto dei pazienti.

Insieme a questo occorrerà definire la “responsabilità” dei diversi atti medici ed assistenziali svolti in digitale.

Nonché definire con precisione i nuovi LEA nel territorio con gli indicatori di efficacia e di sicurezza.

  

  1. Gli investimenti in sanità come fattore di sviluppo della ricerca della innovazione tecnologica e della transizione ecologica e digitale della sanità e dell’economia.
  1. Nuovi Ruoli e responsabilità delle professioni nel territorio, sviluppo del lavoro in equipe, integrazione dei programmi e delle attività sanitarie e sociali.

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